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Baratta!

 

IL BARATTO COME BENE ECONOMICO E MOMENTO DI SOCIALIZZAZIONE

 

Evitare lo “spreco” è stato uno dei grandi insegnamenti dei nostri genitori, ma era un insegnamento che ci arrivava dalla pratica e non dalle parole.

Vedevamo la mamma alle prese coi fornelli e dopo la scuola si pranzava in famiglia imparando a non giocare con il cibo, a non sprecare.

Aggiustare la bici, i giocattoli, i piccoli oggetti di casa erano sane abitudini vissute con papà mentre il nuovo acquisto era davvero un evento straordinario legato alle feste oppure dettato da necessità reali.

Baratto, riciclo, aggiustaggio sono azioni correlate: se aggiusto, in qualche modo rispetto la cosa acquistata ed entro nell'ordine di idee di scambiare, barattare, riciclare

 

Oggetti scarsamente utilizzati si accumulano negli sgabuzzini in attesa che qualcuno li utilizzi, oggetti che in gran parte finiscono per essere abbandonati in un cassonetto dell’immondizia, alimentando gli inceneritori di plastica che liberano sostanze inquinanti e nocive per la nostra salute.

Ma questi oggetti, inutili per qualcuno, possono invece risultare utilissimi a qualcun altro: è questa la magia del mercatino del baratto!

Si inizia a scambiare il superfluo per ottenere cose vitali, dal cibo ai vestiti. Si svuotano le cantine, si fa piazza pulita dei giocattoli inutilizzati e ci si sbarazza dei soprammobili.

 

Dobbiamo trovare il modo di accelerare i tempi di un altro modo di consumare, vestire, abitare e dobbiamo farlo usando creatività e marketing.

Creando valore e moda attorno ad esempio il riuso degli abiti, valorizzando il fatto che un abito recuperato ha una storia e che barattare è un modo per socializzare, cosa di cui  abbiamo tutti bisogno.

 

Possiamo poi recuperare il valore emotivo del riuso di moda con la diffusione di pratiche che credo conosciamo un po’ tutti come:

 

Ø    da adolescenti ragazzi e ragazze che si scambiano vestiti per testimoniare un legame

Ø    i vestiti delle nonne lasciate ai nipoti

Ø    i veli da sposa che si passano nelle generazioni

Ø    il significato sportivo delle  maglie da calcio che si scambiano i giocatori

Ø    le amiche che si scambiano i vestiti premaman

Ø    passaggio tra mamme di vestiti da bambini

Ø    mercatini spontanei con due “chiacchiere e un’ ombra” per scambiare tra amici-amiche abiti, oggetti, giochi ai cambi di stagione e quando i figli crescono

 

Non vogliamo  incitare a non comperare vestiti o cose nuove ma vorremmo invitare a lanciare nuove tendenze  e stili per farsi che più siamo più possiamo catturare l’attenzione delle aziende e cambiare un po’ la distribuzione.

 

Un ultimo esempio:  su un ponte di Parigi ogni 2 mesi va in scena Gran Don, il grande dono un ritrovo nato per iniziativa di un gruppo di amici che dopo un trasloco abbandonati gli ultimi oggetti su un ponte li videro sparire in breve tempo. In Gran Don le cose sono portate da chi vuole per essere donate, tra lo sconcerto dei passanti, ma spesso ognuno dell’oggetto racconta la storia e cosi c’è gratuità, narrare e socialità.

Ecco sarebbe bello che le piazze che sono state sostituite nella loro funzione di luoghi d’incontro dalle piazze artificiali dei centri commerciali  diventassero centri commerciali spontanei all’insegna del barattare, luoghi di altro consumo e teatro di storie, scambi, oggetti che accompagnati dalla loro storia vivessero una seconda vita.

 

Si riscoprono i contatti umani e ogni baratto e’ un momento per incontrare una persona, non solo per impossessarsi di un oggetto.

 

Vuoi svuotare la tua cantina? Liberare il tuo ripostiglio?


Non perdere l'occasione dove chiunque può avere uno spazio per proporre  esporre e barattare i propri articoli.